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Ekaterina rappresenta chi con forza e determinazione può davvero toccare il cielo rimanendo quel gomitolo di normali e stupende insicurezze che siamo tutte. #gamechanger

 

Ekaterina Antropóva

Di lei sentiremo sicuramente parlare. Cresciuta in Russia in una famiglia di atleti professionisti, ha imparato fin da piccola a trovare dentro sé stessa il fuoco della determinazione: “Ho iniziato pallavolo a sette anni perché mia mamma insisteva, in realtà io volevo fare la ginnasta! L’allenatrice urlava e mi facevano male le braccia, non mi piaceva quello sport, ma non ho mollato. Qualcosa mi spingeva ad andare avanti, e alla fine ha conquistato anche me”. Da allora, Ekaterina e la sua passione sono cresciute insieme, giorno dopo giorno, fino a diventare un tutt’uno.

Nel 2017, quando lei ha soli quattordici anni e una vita di piccole sicurezze che a quell’età significano davvero tutto, la famiglia decide di trasferirsi in Italia per dare al suo talento una vera possibilità: “Quando sono arrivata ero molto piccola e non conoscevo nessuno, avevo paura di non venire capita e accolta. Ma, come mi insegna lo sport, finché non ci si arrende c’è speranza. Sono riuscita a trovare la mia dimensione in questa nuova casa, e ora è la mia vita. Sono stati cinque anni di duro lavoro, tristezza, infortuni, speranza, passione, amore, gratitudine, risate, ispirazione, felicità, confusione, accettazione, vita”. Oggi gioca per la Savino Del Bene Volley in Serie A1 ed è una vera promessa della pallavolo italiana.

Ma oltre ad essere una super atleta, Ekaterina è una ragazza come tante, piena di passioni ed insicurezze. Inutile dirlo, quando entra in una stanza non puoi fare a meno di posare gli occhi su di lei e ammirare la sua fisicità. Questo, quando sei una giovane donna che, come chiunque, ha giorni in cui vuole semplicemente essere trasparente, è un’esposizione continua non facile da indossare: “Sono 2 metri e 02, smettetela di chiedere!”, l’ha ripetuto talmente spesso da volerlo scrivere a grandi lettere sul suo account Instagram, con un filo di ironia. Un sussurro forte per tutti quelli che fissano e indicano senza tenere in conto della sensibilità della persona.

Per fortuna, Ekaterina non si fa scoraggiare e ha trovato il modo di fare pace con il suo fisico con un’altra grande passione: la moda! A bussare alla vetrina di Whispr è stata proprio lei, affascinata dai capi e i valori che sosteniamo, mostrandoci da subito la voglia di scendere in campo per le sfide in cui crede. E noi ce ne siamo innamorate. Una game changer che porta avanti le sue piccole rivoluzioni semplicemente essendo sé stessa: “Essere una donna nel mondo dello sport è una questione difficile, si nota la differenza nelle società sportive tra donne e uomini. Essere una donna non è né un vantaggio né un difetto, ma la parità non è ancora vicina se parliamo di opportunità, visibilità e investimento. Questa ingiustizia per me è difficile da capire”.

Per fortuna, però, può fare affidamento sulla sua squadra. Un esempio di solidarietà femminile: “Una squadra di tutte donne può essere complicata ma dipende tutto dalle persone che incontri. Avevo molta ansia quando sono arrivata, essendo nuova e così giovane, a volte capita che ci siano troppi caratteri forti e non si riesca a trovare un punto di incontro, ma io ho avuto fortuna, mi sono trovate bene. Le mie compagne sono per me punti di riferimento e mi aiutano a crescere”.